Calciatori, banchieri e società civile

La versione per cui ci sarebbe una casta politica corrotta in contrasto con la società civile onesta subisce dure smentite ora che sono stati arrestati – con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a truffa e frode sportiva nel calcioscommesse – diciannove esponenti del maggiore sport nazionale. E’ un gotha di giocatori, presidenti, esponenti di squadre importanti, mentre si allunga la lista degli indagati illustri. Il calcio è uno dei “valori condivisi” della nostra società.
16 AGO 20
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La versione per cui ci sarebbe una casta politica corrotta in contrasto con la società civile onesta subisce dure smentite ora che sono stati arrestati – con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a truffa e frode sportiva nel calcioscommesse – diciannove esponenti del maggiore sport nazionale. E’ un gotha di giocatori, presidenti, esponenti di squadre importanti, mentre si allunga la lista degli indagati illustri. Il calcio è uno dei “valori condivisi” della nostra società. E’ in fondo uno specchio in cui volentieri si riflette la nostra società civile. L’etica sportiva, persino in un gioco “da gentiluomini giocato da delinquenti” (il calcio secondo Oscar Wilde), è considerata un valore educativo per i giovani e additata come esemplare per tutti. Tanto che anche i magistrati non disdegnano di gareggiare come dilettanti contro squadre di attori e cantanti. Ma barcolla anche un’altra classe, assai meno pop, della società civile: quella dei banchieri che sempre più offrono tecnici non contaminati alla politica politicante, a governi ed enti pubblici. Massimo Ponzellini, ex presidente della Popolare di Milano, in precedenza direttore generale di Nomisma, società di studi di economisti dell’Università di Bologna partecipata da Bnl, poi direttore generale della Banca europea di ricostruzione e sviluppo, quindi amministratore delegato della Banca europea per gli investimenti e ad di Patrimonio spa e dell’Istituto Poligrafico e della Zecca, è stato posto agli arresti domiciliari come indagato per appropriazione indebita, corruzione privata e associazione a delinquere.
Merita tutte le garanzie, anche morali, che la presunzione di innocenza deve (dovrebbe) riservare a ogni cittadino, e persino a calciatori e banchieri. Quel che forse – e non è ovviamente una soddisfazione – meriterebbe di essere messo in mora, una volta per tutte, è il postulato mai provato che la società civile e la classe politica siano eticamente diverse. Lo ha ricordato ieri, e non ha sbagliato, anche il premier Mario Monti, certo miglior conoscitore del mondo dei banchieri che di quello dei calciatori. Politica e società civile fanno parte del medesimo consorzio umano, che è imperfetto ma funziona in base a regole condivise, non sempre e da tutti rispettate, a leggi amministrate da giudici, anche essi umani, e soprattutto grazie alla ricerca di un lecito utile personale e collettivo. Niente divisioni antropologiche.